L'ingresso della bambina nella letteratura per l'infanzia è relativamente recente e, per quanto riguarda l'Italia, si dovrà attendere il secondo dopoguerra per avere figure femminili finalmente protagoniste. Il « vento del Nord », con l'arrivo di personaggi come Bibi di Karin Michaelis e la stravagante Pippi, soffia anche sull'Italia ed è da questo vento che si lascia trasportare Bianca Pitzorno. Si assiste così ad una vera e propria inversione di tendenza nei libri destinati alle bambine, sarà questa autrice a rompere con gli stereotipi tradizionali rappresentando nuove figure femminili capaci di intraprendere itinerari liberi dalle aspettative maschili. Le sue sono opere decisamente schierate dalla parte delle bambine, piccole e deboli in quanto appartenenti alla « specie bambina », ma intelligenti, attive, appassionate, in lotta perenne con il prepotente modo dei grandi. Come la stessa autrice afferma in Storia delle mie storie, i momenti ispiratori per le storie sono rappresentati dal contatto diretto e dalla narrazione orale alle bambine che la circondano. Così è stato per Il grande raduno dei cowboys, L'incredibile storia di Lavinia e La casa sull'albero. Vengono affrontati anche dei temi « imbarazzanti », come in Diana, Cupido e il commendatore ; anche il rapporto adulti-bambini, bambini-genitori e soprattutto madre-figlia viene affrontato nella sua verità con le contraddizioni, i conflitti che lo caratterizzano, come avviene in Speciale Violante e Principessa Laurentina. Il mondo della scuola, la diversa educazione impartita a bambini e bambine, ugualmente stereotipata, sono altrettante tematiche e personaggi che trovano spazio in romanzi come Extraterrestre alla pari e Ascolta il mio cuore. La Storia è, infine, l'altra grande protagonista delle opere di Bianca Pitzorno, evidente in La bambinaia francese. Tutte le protagoniste pitzorniane, pronte a sfidare il mondo e ad affrontare prove di ogni genere pur di affermare se stesse rivendicando i propri diritti, puntano dritte all'emancipazione, per sé e per gli altri, tenendo sempre presente il riconoscimento della loro differenza.