Il saggio esamina la figura del rent to buy, così come introdotto dal legislatore italiano nel 2014, ponendone in evidenza i legami con le vicende della crisi economica internazionale del 2008, e rievocando la ricerca sul rapporto tra crisi economica e categorie civilistiche. Attraverso l’esame del testo legislativo, l’autore si sofferma sui caratteri della figura negoziale, traendone spunto per soffermarsi sui temi della disintermediazione del credito attraverso l’esercizio dell’autonomia negoziale; dell’acquisto procedimentale della proprietà; della tipicità negoziale; del rapporto tra natura reale o personale del godimento dei beni; sui termini della decostruzione della proprietà e sui limiti dell’autonomia privata. Conclusivamente, si sottolinea l’emergere, nell’ambito delle moderne strutture negoziali, del senso dell’instabilità o dell’incertezza nelle previsioni e nel comportamento dei soggetti, secondo un disegno che pone in crisi modelli di valutazione tradizionali esclusivamente economici (come quello del buon padre di famiglia), nel tempo del declino del razionalismo e della calcolabilità giuridica, ad ulteriore testimonianza della storicità del diritto e del suo modo di riflettere l’inquieto modo contemporaneo di stare al mondo.