Il saggio illustra le vicende riguardanti l’infanzia e la prima giovinezza del celebre avventuriero e polemista Giorgio Libri-Bagnano (1781-1836), arrestato a Firenze all’età di sedici anni nel 1798 su ordine del granduca Ferdinando III Asburgo-Lorena e poi trasferito in convento su richiesta dei familiari per essere rieducato in applicazione di uno ius corrigendi ancora in vigore malgrado la chiusura della Casa di correzione per discoli di Firenze avvenuta nel 1794. Il dossier di polizia confrontato con i carteggi familiari permette di gettar luce sulle relazioni tra genitori e figli, sui criteri di definizione di comportamenti devianti dell’infanzia e della giovinezza e sulla pratica dell’internamento in convento come strumento di rieducazione nel complesso passaggio tra Antico regime, rivoluzione ed età napoleonica