Questa Tesi ha dimostrato: L’efficacia di una nuova applicazione clinica delle Cicline tipo D nella diagnosi pre-operatoria del nodulo tiroideo; la valutazione della espressione di tali proteine può essere utile per distinguere in prima istanza, su campione pre-operatorio, le neoplasie a cellule di Hurtlhe maligne da quelle benigne senza ricorrere ad un intervento chirurgico diagnostico di lobectomia tiroidea. La possibilità di includere UbcH10 come componente del panel immunocitochimico per la diagnosi citologica del nodulo tiroideo. Abbiamo dimostrato come l’espressione di questa proteina sia scarsamente rilevabile nei tessuti normali della tiroide, nei gozzi e negli adenomi, mentre è stato osservato un suo aumento di espressione in carcinomi papillari e follicolari tiroidei. Tale caratteristica biologica è particolarmente utile dal punto di vista diagnostico utilizzando di UbcH10 come marker molecolare da associare ad altri geni come PCSK2 e CCND2 in analisi effettuate mediate qQRT-PCR. La possibilità di includere CBX7 come componente del panel immunocitochimico per la diagnosi citologica del nodulo tiroideo. I risultati hanno evidenziato un progressivo decremento nella espressione di CBX7 con l’aumentare del grado di malignità e lo stadio patologico della neoplasia. Inoltre, tale decremento è riscontrabile in una percentuale di casi sempre maggiore dall’adenoma al carcinoma papillifero (PTC), follicolare ed anaplstico (ATC), suggerendo che esiste una significativa correlazione tra la perdita di espressione di CBX7 e malignità, correlazione utile per utilizzare CBX7 come marker di malignità su ago-aspirato.
Moira RagazziMaria Pia FoschiniLuciano Castaldini
Jean-Louis WémeauChristine Do CaoM. Ladsous